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Non esiste cosa che trovi più estasiante del bastare a se stessi. Di quella convivenza pacifica priva di intenti bellici. Sono fuori, al mare. Immersa tra i miei elementi naturali preferiti. Se c’è stato qualcosa, sembra non mi appartenga. Sono priva di segni. Ricordi senza echi. Mi godo questa prima fetta di vacanza in attesa di gustare la seconda. Osservo la gente. Mi sento una straniera.
I miei cani dormono in giardino. Dirigo il getto dell’acqua sulle gambe abbrustolite. Musica in lontananza. Rumori di Estate, odori di mare. Saluto i vicini. Sorrido. L’acqua scivola sul corpo. Organizzo la serata con gli amici. L’acqua abbevera il corpo. Ora so chi sono e cosa voglia. L’acqua mi fa sentire viva.
Lo rincontro prima di partire. L’ultimo giorno di lavoro. L’avevo già incrociato qualche volta. Lo trovo affascinante. Condividiamo la stessa tediosa fila. Inizia a parlarmi. Si ricorda di me e di dove mi ci siamo già visti, mi chiede se mi ritroverà. Gli sorrido. Si presenta:nome e cognome. Quel che basta per scoprire che abbiamo amici in comune. Ed assonanze. Ti ritroverò? Butta l’amo. Gli sorrido nuovamente. Gli dico che ci ritroveremo a settembre. Non insiste. Ed ora sorrido a me stessa. Sono un’amazzone orgogliosa.



