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Non esiste cosa che trovi più estasiante del bastare a se stessi. Di quella convivenza pacifica priva di intenti bellici. Sono fuori, al mare. Immersa tra i miei elementi naturali preferiti. Se c’è stato qualcosa, sembra non mi appartenga. Sono priva di segni. Ricordi senza echi. Mi godo questa prima fetta di vacanza in attesa di gustare la seconda. Osservo la gente. Mi sento una straniera.
I miei cani dormono in giardino. Dirigo il getto dell’acqua sulle gambe abbrustolite. Musica in lontananza. Rumori di Estate, odori di mare. Saluto i vicini. Sorrido. L’acqua scivola sul corpo. Organizzo la serata con gli amici. L’acqua abbevera il corpo. Ora so chi sono e cosa voglia. L’acqua mi fa sentire viva.
Lo rincontro prima di partire. L’ultimo giorno di lavoro. L’avevo già incrociato qualche volta. Lo trovo affascinante. Condividiamo la stessa tediosa fila. Inizia a parlarmi. Si ricorda di me e di dove mi ci siamo già visti, mi chiede se mi ritroverà. Gli sorrido. Si presenta:nome e cognome. Quel che basta per scoprire che abbiamo amici in comune. Ed assonanze. Ti ritroverò? Butta l’amo. Gli sorrido nuovamente. Gli dico che ci ritroveremo a settembre. Non insiste. Ed ora sorrido a me stessa. Sono un’amazzone orgogliosa.
-“Come ti senti?”
-“Ora va già meglio”
-“Te l’avevo detto che ti saresti ripresa dopo poco”
-“Ora mi sento in Paradiso”
Gli orgasmi che lui le ha regalato l’hanno sfinita, appoggia la testa in quel mondo ovattato dove i confini non sono più palpabili. Respira a pieni polmoni l’assenza di vita. I pensieri storditi dal piacere. La pelle ancora tremula di godimento. È il primo giorno d’Estate, ma quella stanza è senza tempo. Senza una dimensione reale. Solo un’unica pelle: la loro pelle, amalgamata dal piacere. Un connubio di odori, umori, respiri, battiti. Il sonno li cattura. I corpi rimangono immobili. Le epidermidi si allontanano , le anime si intrecciano, nella notte dialogheranno mute. Viaggeranno leggere, superando i confini, esploreranno i meandri celati, illumineranno i reconditi angoli bui, colmeranno i vuoti. Al risveglio non ci saranno parole a ricordare questo errare onirico, ma emozioni nuove li invaderanno.
-“Buongiorno tesoro”
Lo abbraccio e mi sembra di essergli appartenuta da sempre.
Succede. È successo. Quando impigliata nel tuo groviglio di pensieri colluttanti , arriva chi scioglie i nodi. E ti scopri, ti ritrovi, ti riabbracci in altri abbracci. Ti sorprendi. È tutto al suo posto. Tutto come avresti voluto che fosse. L’ordine. Tu sei il mio ordine. Il mio equilibrio. Il mio punto di incontro con me stessa. Sono una me stessa nuova.
Mi manchi, mi manchi mentre ci sei, mentre sei disteso al mio fianco, mentre sei ancora dentro di me, mentre uniamo corpo ed anima, mentre respiriamo abbracciati. Mi manchi e sei accanto a me. Mi manchi per quando non ci sarai. Lo so, tu ci sei anche nell’assenza. Però, ora ti ho accanto e già mi manchi.
Piove. Le due ruote scivolano sull’asfalto bagnato. L’acqua ovunque. Sugli abiti, sulla pelle, tra i pensieri. L’acqua tra me e te. L’acqua dentro di noi. Quel senso di libertà che regala la pioggia, quel senso di paura che regala la pioggia. Piove e sono felice. Piove ed ho paura. Ma questa volta la felicità supera la paura.
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Stamattina sono imbalsamata, ho difficoltà a carburare. Ho gli occhi appiccicati di sonno e la testa che rantola. Ricordo di avere un appuntamento post pranzo, ma non ne ho voglia. Ho conosciuto sul lavoro, questo fotografo di una bravura esagerata. Questo week end vorrebbe portarmi con lui, fuori città, per un corso di fotografia, di cui è docente. Vorrebbe insegnarmi a fotografare. È una vita che vorrei imparare. Vorrebbe anche scoparmi. Ecco, il problema: la finalizzazione. Bisogna scorgere i confini tra stima artistica e colata di testosterone.
Ho un ritardo ed un incontro con Lui, datato 28 Dicembre 2007, molto a rischio. Che non stia per moltiplicarmi?
Grazie alla segnalazione di un amico, scopro che c'è chi ruba le mie foto e le posta.
Tali foto sono le uniche ad essere commentate anche se posta foto e foto di donne nude.
Che tristezza, hanno bisogno delle mie tette per elemosinare un commento...
Lui dovrebbe chiamarmi a momenti.
Mi manca. Non lo vedo da tempo. Non facciamo l’amore da ancora più tempo. È accaduto in spiaggia l’ultima volta, mi ha quasi rubata alla mia vita e mi ha portata in riva al mare. Ci siamo amati così. Sulle spiagge di inizio autunno. Incuranti dei possibili passanti. Clandestini all’aria aperta.
Una settimana fa aveva il mio cagnolino in braccio. Lei lo adora. Ed anche lui. Forse gli animali avvertono qualcosa di sovrannaturale.
Col mattatore continua. Ci stiamo vedendo quasi tutti i giorni. Mi cerca sempre. Sabato notte è corso da me dopo un matrimonio, aveva troppa voglia di vedermi. Mentre ci baciavamo in macchina, ovattati dalla musica, il mio pensiero correva verso Lui…Lui con lei, io con un altro.
Il mattatore mi ha fatto uno strano discorso sull’esclusiva, ho slittato, non posso promettere nulla. Non ora. Non ancora. Però mi piace. Mi sto abituando lentamente al suo corpo
Mangiamo pizze, beviamo birra, coca cola, il caffé del mattino, ascoltiamo musica, guardiamo video, condividiamo lavoro, amicizie, luoghi. Quella normalità che mi è stata tanto sottratta.
Ancora non abbiamo fatto l’amore. Ieri, mi ha detto, che con me vuole assaporare tutto, anche l’attesa. Nel frattempo io assaporo lui. Lo sto usurando.
Lui dovrebbe chiamarmi a momenti.
Io ho smesso di pormi troppe domande. Di cercare altre parole nelle parole, nuovi significati.Ed ho smesso soprattuto di vivere aspettando qualcosa. Mi sento libera. Un po’ stranita forse, ma libera.