È l’una. Ho dormito pochissimo. Continuo a fissare il telefono. Ho solo una fottutissima paura ed una dannatissima voglia.
Rigenerante vacanza, in compagnia di tre uomini, che consiglio vivamente a tulle le donzelle, quando la compagnia si droga di buonumore e quando gli amici sanno porti in testa la coroncina della reginella. Una donna tra tre uomini ha un suo fascino poi, anche se non ci siamo infarciti di sesso, il pensiero comune vagheggia lì. Io ho dispensato consigli, spesso più cinici di quelli di un uomo. “Siamo in vacanza, non puoi mica perdere tempo con una che fa la preziosa, o ti fa capire che è interessata, o passa avanti…” Ed ho ballato con il rasato dal sorriso estivo, per creare il ponte di collegamento ai miei amici , con le donne della sua numerosa comitiva. Una notte ho salito scalini, alticcia ed allegra, per raggiungere un bagno e qualcuno si è appoggiato alle mie spalle, abbiamo intavolato una conversazione senza senso. Idem col barese e il suo delfino appeso al collo ed i discorsi strani sulla fortuna. Della mia città ho incontrato ben due volte, un tipo che sollazza i miei pensieri, con cui porto avanti da qualche mese un flirt cibato di sguardi. Ed ho conosciuto un keniota così bello da far venir voglia di fare un safari, che mi ha invitato a ballare musica reggae , ma non ho abbandonato gli amici, anche se l’uomo di colore rientra tra i miei sogno erotici…ma solo per la mescolanza cromatica…
Relax, take it easy
For there is nothing that we can do.
Relax, take it easy
Blame it on me or blame it on you.
Ho aperto le gabbie. Sono uscita fuori. All’aria aperta. Senza legami. Senza connessioni.
Fuori casa. Fuori città. Fuori pensieri. Qualche giorno. Poi arriveranno. Amici. Parole che si incroceranno. Mi sto ubriacando di libertà.
Ho visto un uomo. Guardato. Scorto. Ho paura che infetti. Mi ingozzo di anticorpi. Effetto placebo. La passione mi fotte sempre. Gli uomini mai.
Mi sento svuotata. È stato come partorire un fantoccio. Tutta la fatica per tirare fuori un pupazzo.
Plastica. E niente di più.
L’ho fatto parlare, l’ho steso sul lettino e mi sono seduta accanto a lui come una terapista ed ho trovato i punti di accesso migliore per entrare dentro le sue parole.
Lui è il classico uomo che si affida ai sottintesi, agli equivoci, per portare avanti relazioni o pseudo relazioni.
Le donne generalmente si aggrappano ai doppi sensi per creare a loro piacimento sensi unici e vantaggiosi.
A volte, l’ho fatto anche io, ma se continuassi ad inciampare nei miei stessi errori, dovrei fare richiesta all’usl di una sedia a rotelle, ne avrei presto bisogno.
Così spazio ai chiarimenti. Con lui che arranca. “Se anche in tribunale userai così bene le parole, diventerai la reginetta del foro”. Lui che ha la fama di essere uno che sa rigirare così bene le frittate, l’ho reso monco. Il punto è, che se mi vuoi, mi prendi a blocco, con i miei eccessi e le mie esuberanze , il mio essere cerebrale, istintiva e passionale, forte e fragile. Dici che questo ti affascina ma ti spaventa . Cazzate. Lo spaventa che abbia un cervello che lavora anche meglio della figa. Avrebbe voluto che tra me e lui non entrasse questo interlocutore astuto, capace di mettere sotto il riflettore tutte le sue incongruenze. Che io rimanessi a gambe aperte senza troppe pretese. Il punto è che lui non è stato all’altezza. Sono maledettamente costosa. Ed i costi aumentano con l’aumentare delle richieste. Lui non può permettersi la mia testa e tutto ciò che si porta appresso, tette comprese. Non riesce, nel confronto con le parole, non ha il potere di articolarle, le rende avvizzite, senza sostanza. E non ha capito che io sono un’amante della parola. Che non ho bisogno di un pene non pensante. Anche se è il migliore trivellatore dell’universo. Ne cadono a iosa di peni. Molto più delle piogge. Ho bisogno di teste, anime ed emozioni. Mi nutro di questo. Voglio coliche di vita.
Ho messo il punto. E lui il punto e virgola. O forse i puntini sospensivi. Dice che crede al fato.
Un modo come un altro per dire che sferrerà un altro corpo.
L’avevo detto che ad arco teso sarebbe iniziato il divertimento, anche se forse mi sono già annoiata.
Ah (sbuffo tedioso)