Non so cosa sento e non riesco nemmeno a percepirne la profondità del mio pensiero o forse la latitudine. Imbrigliata tra parole ,che si avviluppano in spazi aerei, dove la realtà non è tangibile. Con un Lui, che continua ancora a spingermi il suo fiato sul collo ed un “mattatore,” spoglio di maschere ,che alle tre del mattino, brillo e altisonante osanna la sua fedeltà. Con intermezzi di viandanti che si fermano ,con la speranza di trovare ristoro tra le mie mura. La realtà è che il mio letto è pieno ed il mio cuore è vuoto. E quel vuoto inizia ad essere lamento.
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